IL COMPLESSO DI SAN MICHELE VECCHIO

Il complesso è caratterizzato da una successione di quattro corpi di fabbrica, ciascuno con caratteri architettonici assai diversi, la cui evoluzione è stata oggetto di una indagine storica curata dalla dottoressa Chiara Prosperini che ha seguito l’evolversi delle strutture edilizie attraverso un’attenta ricerca bibliografica e documentale:

– I primi documenti altomedioevali e trecenteschi che attestano l’esistenza in Crespina di una chiesa intitolata ai SS. Michele e Stefano
– I verbali delle visite pastorali dei secoli XVI – XVII – XVIII – XIX
– I diari e inventari dei parroci di San Michele
– I documenti della Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici
– I documenti del Comune di Crespina
– Le testimonianze locali

Seguendo le tracce dei documenti storici, non è facile fissare con certezza le fasi dell’evoluzione del complesso, anche se alcuni fatti significativi sembrano essere la matrice di una complessa successione di aggiunte, accorpamenti e modifiche che hanno portato alla attuale situazione edilizia.

Il nucleo più antico è senza dubbio quello della chiesa e del cimitero circostante, situati ai piedi della antica Rocca di Crespina, che sarà  poi completamente demolita.
Dopo il 1580 la cappella viene ampliata e modificata radicalmente, probabilmente ruotandone l’asse di novanta gradi verso sud (mentre doveva avere l’orientamento canonico verso est) e viene raddoppiata a lato nord verso la strada pubblica.
La presenza di una testa scolpita in pietra al centro del lato sud-ovest della chiesa, potrebbe indicare che quel lato era l’antica facciata verso ovest della cappella primigenia.

Ma già alcuni anni prima, nel 1576, in prossimità dell’antica cappella di San Michele viene realizzata dalla famiglia Lanfranchi un’altra cappella in onore di San Martino, sede della Compagnia dei Disciplinati di San Martino.
L’ipotesi che questa cappella sia situata all’estremità est dell’attuale corpo di fabbrica, verso Piazza delle Civette, sembra suffragata dalla presenza dell’affresco di fine Settecento che ritrae San Michele, ma la posizione delle pietre cantonali visibili a circa 2/3 del fronte strada con spigolo esterno verso est, sembrano indicare che la originaria cappella di San Martino poteva trovarsi non all’estremità dell’attuale edificio, ma nella zona centrale. In questo caso la testata est sarebbe una aggiunta successiva (settecentesca?) al volume della cappella stessa.

Un documento del 1603 attesta la richiesta della Compagnia di San Martino di realizzare una loggia proprio in testata alla propria chiesa: potrebbe trattarsi della testata dell’edificio verso la piazza, che è costruita in parte in pietra ed in parte in mattoni.
Solo una verifica di cantiere, ad intonaci scrostati, potrà dare un quadro più chiaro di queste ipotesi.

Nel 1680 risultano esistere anche una canonica e una chiostra o piazzetta della casa, che potrebbero coincidere con il piccolo volume situato a lato del campanile, prima della edificazione della sala tra la chiesa e la cappella di San Martino.
All’inizio del ‘700 la chiesa ed il campanile vengono ristrutturati e ampliati, e viene realizzato un nuovo altare dedicato a San Ranieri, probabilmente situato lungo il lato nord della chiesa.

In un inventario del 1770 si descrive una nuova canonica di 3 piani posta a lato ovest della chiesa, che coincide con l’attuale edificio dal fronte ottocentesco e probabilmente con il suo prolungamento nell’ultimo edificio.

Con la soppressione delle compagnie religiose voluta dal Granduca Pietro Leopoldo, nel 1785, tutti gli edifici vengono accorpati alla chiesa ed essa viene ampliata anche verso est, includendo tutti i volumi esistenti fino alla Piazza delle Civette. La chiesa riprende l’orientamento canonico con l’altare maggiore verso est, situato ora proprio nella ex-cappella di San Martino.

Nel 1797 si realizzano nuovi lavori di restauro della chiesa e l’altare di San Ranieri va ad occupare parte della canonica, a lato ovest Giovan Battista Tempesti realizza l’affresco di San Michele Arcangelo  ed altre decorazioni pittoriche.
Alla base del programma di interventi è evidente la necessità di una chiesa più ampia, adatta ad accogliere un numero maggiore di fedeli.

Nel 1846, per finanziare la costruzione della nuova chiesa di San Michele sul poggio adiacente, dove sorgeva la Rocca di Crespina, gli immobili passano in proprietà ad un privato cittadino.
Una planimetria del 1850  illustra l’assetto della chiesa, riproducendo le trasformazioni della fine del ‘700.
Non è individuata la canonica, situata ad ovest oltre l’altare di San Ranieri.

Un dipinto di A. Tommasi del 1885 mostra la parte detta il braccio di San Ranieri privo di aperture al primo piano e la parte della canonica con accesso dalla strada.
I fedeli entrano sia dalla porta principale che da una porta secondaria.

Nel 1924 viene inaugurato il nuovo asilo infantile (sala est del complesso), l’abitazione per le suore, un ambulatorio medico, alcune abitazioni nel corpo ovest. In seguito l’asilo viene spostato ad ovest e la sala est diviene cine-teatro parrocchiale.

Tra il 1969 e il 1984 la sala cinema viene adibita ad attività artigianale, e nel 1984 anche l’asilo viene definitivamente chiuso.

Oggi solo la chiesa e il corpo ovest, sono ancora agibili, mentre la ex-casa delle suore e l’ex-cinema sono oggetto di manutenzione straordinaria e di restauro.